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Un maestro segreto

Venerdì 01 Luglio 2011 13:42 Pubblicato in Luglio/Agosto

di Michele Sisto

Per 13 storie inospitali (collana Arno di Lavieri), il curatore Domenico Pinto definisce l’autore «uno dei maestri segreti della prosa del Novecento». Jahnn l’espressionista, aveva esordito (1923) col crudo dramma Pastor Ephraim Magnus, messo in scena da un giovane Bertolt Brecht. Jahnn il modernista, con il romanzo fiume Perrudja (1929), tra i primi a proseguire la rivoluzione joyciana in lingua tedesca, suscitando l’entusiasmo di Alfred Döblin.

Le malebolge

Venerdì 01 Luglio 2011 13:37 Pubblicato in Luglio/Agosto

di Piero Del Giudice

Milano/Corea di Danilo Montaldi* e Franco Alasia, esce per la prima volta nel marzo del 1960 (Feltrinelli). L’opera mette sotto la lente dell’analisi sociale l’accadere delle migrazioni interne italiane negli anni Cinquanta - dal Sud, dal Veneto e dalle Isole, verso il triangolo industriale Milano/Torino/Genova.

Hitler e Lutero

Mercoledì 27 Aprile 2011 14:50 Pubblicato in Maggio

di Francesco Conte

- Nel 1941 Erich Fromm pubblica negli Stati Uniti Fuga dalla libertà (Edizioni Comunità, 1980), analizzando la crisi che aveva portato alla seconda Guerra Mondiale, attraverso un tema particolare: la libertà come esperienza umana. Hitler e Lutero! Per Fromm entrambi desiderosi di sottomissione e sensibili al richiamo dell’autorità. Sia per Lutero che per Hitler, sottolinea Fromm, la libertà non ha significato e la trascendenza divina è assoluta, rendendo l’uomo un minuscolo punto malvagio e impotente.

Questi fantasmi

Venerdì 01 Luglio 2011 13:29 Pubblicato in Luglio/Agosto

di Andrea Cortellessa

Il panorama di un presente dominato da «fantasmi di fatti» è al centro di un libro polemico e d’incalzante intelligenza, Politiche dell’irrealtà. Scritture e visioni tra Gomorra e Abu Ghraib di Arturo Mazzarella (Bollati Boringhieri, pp. 116, € 14,00).

Le molte forme di Emir

Mercoledì 27 Aprile 2011 14:47 Pubblicato in Maggio

di Piero Del Giudice

- Emir Kusturica (Sarajevo, 1954), è un grande regista - Ti ricordi di Dolly Bell? (Leone d’oro  1981, sceneggiatura di Abdulah Sidran), Papà in viaggio d’affari (Palmarès 1985, sceneggiatura di Abdulah Sidran), Arizona dream (Orso d’argento 1993), Underground (Palmarès 1995) Gatto nero, gatto bianco (Leone d’argento 1998). Poi è attore. Poi musicante di nessun talento, infine mediocre scrittore di Dove sono io in questa storia (Feltrinelli 2011) l’autobiografia appena uscita.

Sovrimpressioni

Venerdì 01 Luglio 2011 13:26 Pubblicato in Luglio/Agosto

di Andrea Cortellessa

Per una volta dell’inizio del nostro tempo non solo conosciamo la data precisa, ma addirittura l’ora esatta. La data è ovviamente l’11 settembre 2001; l’ora non corrisponde però alle 8.46, quando un aereo centra la Torre Nord del World Trade Center, bensì alle 9.03, quando sulla Torre Sud si abbatte il secondo aereo: con lo schianto del primo veniva data al secondo la più grande audience di sempre.

Autoritratto in forma di catalogo

Martedì 29 Marzo 2011 16:20 Pubblicato in Aprile

Secondo una legge non scritta, ma ben attestata, il valore di uno scrittore si misura a dieci anni dalla sua morte. Quando cioè, allontanatasi la sua presenza dalla scena, a testimoniare per lui rimangono solo i suoi testi. Ma forse un criterio simile si può applicare anche ai singoli libri: ci vuole almeno un decennio, cioè, per dire quali di essi davvero restino. Affogati dall’esigenza del nuovo a tutti i costi, dagli esordi glamour da impacchettare in serie, non sono certo gli editori a occuparsene; sono invece i loro autori che ci tengono a riesumarli, quegli oggetti di passioni remote ma non spente: perché - ancora in piena attività e magari, da allora, radicalmente mutati - in essi riconoscono una speranza di resistenza, nel tempo, anche per se stessi. Non è un caso che assai di rado siano gli editori d’un tempo a ristamparli, oggi, questi piccoli classici: forse consapevoli che - nel confronto di quello che facevano ieri con quanto propongono oggi - non ci farebbero precisamente un figurone. Degli anni Novanta ricordo con emozione, anzitutto, l’epifania di Michele Mari: nel cui nome si conciliavano urgenza e virtuosismo, calligrafia e visceralità. Il capolavoro di quella stagione, la suite di racconti Tu, sanguinosa infanzia (uscita nel 1997 da Mondadori), ha rivisto la luce nel 2009 da Einaudi; e ora torna in libreria il suo doppelgänger saggistico, I demoni e la pasta sfoglia (Cavallo di Ferro, pp. 612, € 28,00): grandiosa silloge di articoli pubblicati da Mari per lo più negli anni Novanta, appunto, e una prima volta uscita nel 2004 presso un piccolo editore romano, Quiritta (che, cessate poco dopo le pubblicazioni, lo condannò a un destino di libro “maledetto”). Nel nome dell’ossessione manieristica e di una “vichiana” magnanimità, Mari ha composto un libro magnanimo quanto ossessivo: catalogando le sue passioni di lettore con una fedeltà e un puntiglio che - rubandogli il suo più tipico aggettivo - non altrimenti si possono definire che sanguinosi.   

Marcatempo

Mercoledì 27 Aprile 2011 14:44 Pubblicato in Maggio

di Giuseppe Piacentino

- Venerdì o il limbo del Pacifico è ciò che al cinema verrebbe chiamato “remake”. Michel Tournier (1924), uno dei protagonisti del secondo Novecento francese, ha riscritto nel 1967 il Robinson Crusoe di Daniel Defoe (1719)  - che si era ispirato al caso del marinaio scozzese Alexander Selkirk - mantenendone gran parte degli avvenimenti fondamentali e i risvolti avventurosi. Rilegge questa storia esemplare inserendo un sottile umorismo e prendendo le distanze da Defoe già a partire dal titolo.

Allarme rosso

Venerdì 01 Luglio 2011 13:23 Pubblicato in Luglio/Agosto

di Andrea Cortellessa

È sintomatico che nei momenti di crisi storica le immagini brillino con maggior vigore - come segnalatori d’allarme. Diceva Walter Benjamin che «articolare storicamente il passato non significa conoscerlo “proprio come è stato davvero”.

Eloquenza del non detto

Mercoledì 27 Aprile 2011 14:40 Pubblicato in Maggio

di Andrea Cortellessa

Fra i lettori prestigiosi che hanno indicato in lui la promessa più certa dell’ultima generazione di narratori italiani (è nato a Roma nel 1975, ma è torinese da sempre), più d’uno ha fatto il nome di Primo Levi a proposito di Andrea Bajani.

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