di Simone Bruno
Henrique Capriles è il nuovo candidato unico dell'opposizione venezuelana nelle elezioni presidenziali del prossimo ottobre. Molti analisti, internazionali e nazionali, cominciano a pensare alla sconfitta del presidente Chávez. Cosa inimmaginabile sino a pochi giorni fa. Ma la coalizione antichavista è, alla fine, solo un gruppo di 20 partiti tra nuovi, tradizionali, di destra e di sinistra, con enormi differenze ideologiche, uniti dal fine di strappare la presidenza a Hugo Chávez.
di Alessandro Cisilin
C’è una sinistra in Europa che avanza e vince: si chiama Die Linke, Piraten, Grünen. Accade, spesso con un travaso di voti dagli uni agli altri, proprio nella locomotiva tedesca, apparente baluardo dinanzi ai cali dei Pil e guardiano continentale delle odierne politiche economiche e monetarie restrittive.
di Alessandro Cisilin
I principali media ne parlano sempre meno, distratti dal miliardario carosello elettorale. Eppure l’Occupy Movement è tutt’altro che fiaccato dalla brutalità della risposta poliziesca.
di Alessandro Cisilin
«Muovetevi, ballate!» e così, le giovani della tribù Jarawa, vestite solo di una gonnella rossa e qualche gioiello artigianale, si misero a danzare. Manca solo l’epilogo del disgustoso video diffuso nelle scorse settimane in un’inchiesta del britannico The Observer.
Di Stefano Bellucci
L’Anc (African National Congress), ha 100 anni. Gli eventi che ne precipitano la creazione nel 1912 - all’epoca si chiama SANNC (South African Native National Congress) - risalgono al 1909 quando la Gran Bretagna decide di dare ampia autonomia alle sue colonie del Capo - Natal, Transvaal e Orange - che formano nel 1910 l’Unione del Sud Africa, governata dalla minoranza bianca di origine europea. Secondo il censimento del 1904, i bianchi sono 350 mila contro cinque milioni di neri.
di Andrea Cortellessa
Non è un caso che molti dei migliori narratori italiani abbiano alle spalle (o continuino a condurre in parallelo) una produzione poetica. Diceva Leopardi che la prosa è «nutrice del verso», e anche questo resta vero. Ma oggi, nel tempo della narrativa industriale ridotta a fiction, non è meno vero che la prosa dalla poesia ha molto da imparare: il senso della forma e anche, se è il caso, quello del suo abbandono.
di Andrea Cortellessa
Un poeta che meno «verso la prosa» non si può è Milo De Angelis: il temperamento lirico più “verticale” del nostro tempo. Eppure anche lui ha sentito la necessità di misurarsi con la prosa. Non una suite “poetica” di frammenti, ma una narrazione vera e propria.
di Andrea Cortellessa
Ha un’archeologia di poeta (con esordi, negli anni Ottanta, sotto l’ala di Roberto Roversi e del grande fotografo Mario Giacomelli) uno degli scrittori più perturbanti oggi in circolazione, il veneto Francesco Permunian: del quale è appena uscito La Casa del Sollievo Mentale (Nutrimenti, pp. 172, € 16), quinto libro in prosa entro una produzione, la sua, quanto mai travagliata.
di Andrea Cortellessa
Tra poesia e narrativa non c’è necessariamente uno iato. In versi si può anche narrare – come Elio Pagliarani fece alla fine degli anni Cinquanta (nella Ragazza Carla) e fra i Sessanta e gli Ottanta (nella Ballata di Rudi): meglio di chiunque descrivendo la desolazione abissale di chi entrava nel mondo del lavoro e lo smottare di un paese che gradatamente perdeva il senso della propria comunità.
di Lorenzo Trombetta
L'ufficio di Abu Imad, società commerciale di Aleppo che fattura ogni anno circa venti milioni di dollari, non ha l'apparenza di una moderna azienda di successo. Ma è qui e in altre dimesse stanze del secolare potere imprenditoriale della prima città della Siria che si decide il futuro di Aleppo nel drammatico contesto.