di Adriana Grippiolo
Milano, Fondazione Marconi, fino al 31 marzo. Info www.fondazionemarconi.org
Se di norma si attribuisce a Cocò Chanel (1883-1971) la “liberazione” della donna dalle vecchie costrizioni dell’abito, c’è anche da chiedersi quanto abbia contribuito a questo Sonia Delaunay (1885-1979).
di Adriana Grippiolo
Fondazione Pierre Giannada Martigny dal 2 marzo al 24 giugno
Info: www.gianadda.ch
Alla soglia del Novecento il ritratto in pittura cambia radicalmente. È l’incipit di un secolo di rivoluzioni estetiche e anche storiche, è momento di avanguardie. La fotografia segna un passaggio epocale nel campo del ritratto. Si accende una rivalità che scatena nuove interpretazioni e che trascura in pittura il racconto del personaggio (che pure resta nei casi più alti, per esempio nel Ritratto di Vollard di Picasso, oggi al Puskin).
di Adriana Grippiolo
Genova, Palazzo Ducale, 12 novembre 1° maggio
Come può il visitatore, anche preparato, assorbire immagine e senso di un monocromo di Rothko insieme a una marina di Turner? Il vortice colorato di Kandinsky e un paesaggio del Maine di Winslow Homer? Ma per correre a Genova basta un celebre quadro-bandiera: Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? di Gauguin (1897) mai visto in Italia.
di Piero Del Giudice
“La verità ha una sua forza intrinseca che nessun artificio eguaglia” afferma Erasmo da Rotterdam, autore caro ai circoli liberali e d’avanguardia della formazione e frequentazione romana di Caravaggio. Per tutto il XVII secolo si confronta e rafforza in pittura – contro l’ipocrisia e i formalismi della Controriforma - una corrente che si rifa alla realtà, alla quotidianità, ai fenomeni così come appaiono. Questa corrente nordica e lombarda, costituisce l’antefatto dell’arte del Merisi, così come il pensiero scientifico di fine secolo rappresenta la cultura concreta della maturità del Caravaggio, la struttura consapevole della straordinaria progressione e autonoma ricerca della sua opera.
Ferdinando Bologna, storico dell’arte interprete e prosecutore della scuola storicista longhiana, risponde qui e conversa sui passaggi e le cadenze drammatiche degli ultimi anni di lavoro e di vita dell’artista.
di Costanza Bertolotti
Il Risorgimento, lungi dal poter essere ridotto al processo politico che portò al conseguimento dell’unità nazionale, fu nella realtà un vasto sommovimento sociale e culturale, in cui maturarono profonde trasformazioni della sensibilità, affiorarono alla coscienza nuove tensioni, nuovi punti di vista e nuove rivendicazioni. L’analisi del ruolo che vi rivestirono le donne lo conferma. Le storie che seguono – nella loro diversità – ben documentano l’intreccio tra la partecipazione alla cospirazione e ai moti e l’emergere di una diversa consapevolezza del ruolo della donna nella società e dei suoi rapporti con l’altro sesso: non è più questione delle «donne nel Risorgimento», bensì di un vero e proprio «Risorgimento delle donne». Se il riscatto prese le mosse dal rifiuto della degradante indipendenza che il matrimonio libertino settecentesco accordava ai coniugi, il modello femminile delineato da Mazzini – «L’angelo della famiglia è la donna. Madre, sposa, sorella» (in Doveri dell’uomo) – andò a molte donne non meno stretto.
testo e foto di Marco Restelli
L’ufficio è di una modestia e austerità sorprendenti, una stanzuccia disadorna con tavolinetto e due sole sedie di legno, una è per l’ospite. Lei è Pratibha Pandya, leader della Sewa, il più importante sindacato femminile dell’India (Self Employed Women Association), vestita con un sari molto semplice, alle pareti dell’ufficio un paio di volantini, un calendario e due foto: il Mahatma Gandhi, Hillary Clinton.
di Giulia Bondi
foto archivio Gorrieri
1925, Magreta, dove la pianura si fonde con le colline. Un migliaio di abitanti, tra paese e case coloniche, sulla sponda sinistra del Secchia, tra Modena e Sassuolo. È l’anno in cui nasce, tredicesima di quindici figli, Vittoria. La chiamano così perché è il 4 novembre, due o tre giorni prima e si sarebbe chiamata Commemorazione Defunti o Ognissanti. La cascina Bucciarelli non è grande, oltre alla terra che il patriarca riesce a lavorare insieme ai figli - erba medica per gli animali, grano e alberi da frutto -, c’è qualche ettaro affittato ad altri contadini. Nella stalla alcune mucche da latte e il cavallo che traina il calessino. L’aia, il pollaio e le gabbie dei conigli.
di Maddalena Colombo
Atmosfere di paesi lontani, profumi di ricordi antichi, colori che hanno lasciato un segno nella nostra memoria
di Maddalena Colombo
Segreti e trucchi, gioiosi e profumati, bijoux di lusso, originali e sfavillanti
di Rocco Lettieri
L’edizione 2012 della Guida Oro “I Vini di Veronelli”, edita dal Seminario Permanente Luigi Veronelli, è stata presentata alla stampa e agli operatori, all’interno della cornice “bykeMerida” dell’Hotel Colorado a Lugano, gentilmente messo a disposizione da Learco Bernasconi.