di Adriana Grippiolo
Milano, Fondazione Marconi, fino al 31 marzo. Info www.fondazionemarconi.org
Se di norma si attribuisce a Cocò Chanel (1883-1971) la “liberazione” della donna dalle vecchie costrizioni dell’abito, c’è anche da chiedersi quanto abbia contribuito a questo Sonia Delaunay (1885-1979).
di Piero Del Giudice
“La verità ha una sua forza intrinseca che nessun artificio eguaglia” afferma Erasmo da Rotterdam, autore caro ai circoli liberali e d’avanguardia della formazione e frequentazione romana di Caravaggio. Per tutto il XVII secolo si confronta e rafforza in pittura – contro l’ipocrisia e i formalismi della Controriforma - una corrente che si rifa alla realtà, alla quotidianità, ai fenomeni così come appaiono. Questa corrente nordica e lombarda, costituisce l’antefatto dell’arte del Merisi, così come il pensiero scientifico di fine secolo rappresenta la cultura concreta della maturità del Caravaggio, la struttura consapevole della straordinaria progressione e autonoma ricerca della sua opera.
Ferdinando Bologna, storico dell’arte interprete e prosecutore della scuola storicista longhiana, risponde qui e conversa sui passaggi e le cadenze drammatiche degli ultimi anni di lavoro e di vita dell’artista.
di Costanza Bertolotti
Il Risorgimento, lungi dal poter essere ridotto al processo politico che portò al conseguimento dell’unità nazionale, fu nella realtà un vasto sommovimento sociale e culturale, in cui maturarono profonde trasformazioni della sensibilità, affiorarono alla coscienza nuove tensioni, nuovi punti di vista e nuove rivendicazioni. L’analisi del ruolo che vi rivestirono le donne lo conferma. Le storie che seguono – nella loro diversità – ben documentano l’intreccio tra la partecipazione alla cospirazione e ai moti e l’emergere di una diversa consapevolezza del ruolo della donna nella società e dei suoi rapporti con l’altro sesso: non è più questione delle «donne nel Risorgimento», bensì di un vero e proprio «Risorgimento delle donne». Se il riscatto prese le mosse dal rifiuto della degradante indipendenza che il matrimonio libertino settecentesco accordava ai coniugi, il modello femminile delineato da Mazzini – «L’angelo della famiglia è la donna. Madre, sposa, sorella» (in Doveri dell’uomo) – andò a molte donne non meno stretto.
testo e foto di Marco Restelli
L’ufficio è di una modestia e austerità sorprendenti, una stanzuccia disadorna con tavolinetto e due sole sedie di legno, una è per l’ospite. Lei è Pratibha Pandya, leader della Sewa, il più importante sindacato femminile dell’India (Self Employed Women Association), vestita con un sari molto semplice, alle pareti dell’ufficio un paio di volantini, un calendario e due foto: il Mahatma Gandhi, Hillary Clinton.
di Giulia Bondi
foto archivio Gorrieri
1925, Magreta, dove la pianura si fonde con le colline. Un migliaio di abitanti, tra paese e case coloniche, sulla sponda sinistra del Secchia, tra Modena e Sassuolo. È l’anno in cui nasce, tredicesima di quindici figli, Vittoria. La chiamano così perché è il 4 novembre, due o tre giorni prima e si sarebbe chiamata Commemorazione Defunti o Ognissanti. La cascina Bucciarelli non è grande, oltre alla terra che il patriarca riesce a lavorare insieme ai figli - erba medica per gli animali, grano e alberi da frutto -, c’è qualche ettaro affittato ad altri contadini. Nella stalla alcune mucche da latte e il cavallo che traina il calessino. L’aia, il pollaio e le gabbie dei conigli.
di Simone Bruno
Henrique Capriles è il nuovo candidato unico dell'opposizione venezuelana nelle elezioni presidenziali del prossimo ottobre. Molti analisti, internazionali e nazionali, cominciano a pensare alla sconfitta del presidente Chávez. Cosa inimmaginabile sino a pochi giorni fa. Ma la coalizione antichavista è, alla fine, solo un gruppo di 20 partiti tra nuovi, tradizionali, di destra e di sinistra, con enormi differenze ideologiche, uniti dal fine di strappare la presidenza a Hugo Chávez.
testo e foto di Gilberto Mastromatteo
Anche i campi dei rifugiati saharawi sono, da qualche tempo, scossi dal vento della primavera araba.«Se devo morire in una tenda, lontano dalla mia patria, preferisco farlo da martire, combattendo contro il Marocco invasore». Ha 36 anni ed è uno dei primi nati nei campi rifugiati di Tindouf, nel sud dell’Algeria, dove, dal 1975, vive in esilio un intero popolo, quello saharawi. Oggi abita e lavora in Spagna. «Volevamo un cambiamento, nei contenuti e nelle strategie di lotta. Non è arrivato nulla di tutto questo» sentenzia amaro Omar. Si discute sull’ultimo congresso del Fronte Polisario caratterizzato da duri fronteggiamenti. «A Tifariti, al congresso di qualche mese fa, le forze in gioco erano tre - spiega ancora -: ci sono i giovani dei campi rifugiati e della diaspora, molti dei quali sono per la ripresa della lotta armata; i loro coetanei dei territori occupati che continuano a portare avanti una intifada pacifica nel cuore del territorio in mano ai marocchini e c’è il ‘vecchio’ apparato del Polisario, che getta acqua sul fuoco e prosegue nelle trattative in seno all’Onu». La resistenza ha dato vita, nel 1976, alla Rasd (Repubblica Araba Saharawi Democratica) riconosciuta dall’Unione africana ma non dall’Onu. Il 27 febbraio la Rasd ha celebrato i suoi 36 anni e molti pensano che non sia mai nata. Il Marocco ha eretto un muro di 2700 chilometri e ha interamente minato la zona, per isolare la Repubblica che, ovviamente, non riconosce.
testo e foto di Gilberto Mastromatteo
Un presidente all’apparenza depotenziato. Un devoto all’Islam, di seconda fascia all’interno della Fratellanza Musulmana. Eletto sì alla Presidenza della Repubblica - in una storica, drammatica, tornata elettorale - ma relegato in un angolo e privo di reali poteri. Un cane da riporto per gli onnipotenti generali del Csfa (Consiglio supremo delle Forze armate), nell’infinita transizione verso la democrazia, che l’Egitto sta affrontando dall’11 febbraio del 2011, il giorno delle dimissioni di Hosni Mubarak.
di Maddalena Colombo
La donna raffinata sa che nella collezione haute couture di Chanel può trovare capi di estrema grazia ed eleganza.
di Maddalena Colombo
Atmosfere di paesi lontani, profumi di ricordi antichi, colori che hanno lasciato un segno nella nostra memoria