di Fabio Viola
foto di Tipsimages e Fabio Viola
Non pioveva, non c’era il sole, non era nemmeno sereno. Il cielo visto dal tredicesimo piano era una piana incolore, una lastra grigio-blu appoggiata sui monti intorno alla città. Dalle nostre postazioni, cubicoli grigi e beige, buttavamo un’occhiata all’esterno tra una lezione e l’altra, eseguendo le operazioni di connessione per la lezione seguente. Dal centro multimediale di O¯saka ci collegavamo con studenti in tutto il Giappone per insegnargli le nostre lingue occidentali.
testo e foto di Marco Restelli
L’ufficio è di una modestia e austerità sorprendenti, una stanzuccia disadorna con tavolinetto e due sole sedie di legno, una è per l’ospite. Lei è Pratibha Pandya, leader della Sewa, il più importante sindacato femminile dell’India (Self Employed Women Association), vestita con un sari molto semplice, alle pareti dell’ufficio un paio di volantini, un calendario e due foto: il Mahatma Gandhi, Hillary Clinton.
testo e foto di Gilberto Mastromatteo
Anche i campi dei rifugiati saharawi sono, da qualche tempo, scossi dal vento della primavera araba.«Se devo morire in una tenda, lontano dalla mia patria, preferisco farlo da martire, combattendo contro il Marocco invasore». Ha 36 anni ed è uno dei primi nati nei campi rifugiati di Tindouf, nel sud dell’Algeria, dove, dal 1975, vive in esilio un intero popolo, quello saharawi. Oggi abita e lavora in Spagna. «Volevamo un cambiamento, nei contenuti e nelle strategie di lotta. Non è arrivato nulla di tutto questo» sentenzia amaro Omar. Si discute sull’ultimo congresso del Fronte Polisario caratterizzato da duri fronteggiamenti. «A Tifariti, al congresso di qualche mese fa, le forze in gioco erano tre - spiega ancora -: ci sono i giovani dei campi rifugiati e della diaspora, molti dei quali sono per la ripresa della lotta armata; i loro coetanei dei territori occupati che continuano a portare avanti una intifada pacifica nel cuore del territorio in mano ai marocchini e c’è il ‘vecchio’ apparato del Polisario, che getta acqua sul fuoco e prosegue nelle trattative in seno all’Onu». La resistenza ha dato vita, nel 1976, alla Rasd (Repubblica Araba Saharawi Democratica) riconosciuta dall’Unione africana ma non dall’Onu. Il 27 febbraio la Rasd ha celebrato i suoi 36 anni e molti pensano che non sia mai nata. Il Marocco ha eretto un muro di 2700 chilometri e ha interamente minato la zona, per isolare la Repubblica che, ovviamente, non riconosce.
testo e foto di Gilberto Mastromatteo
Un presidente all’apparenza depotenziato. Un devoto all’Islam, di seconda fascia all’interno della Fratellanza Musulmana. Eletto sì alla Presidenza della Repubblica - in una storica, drammatica, tornata elettorale - ma relegato in un angolo e privo di reali poteri. Un cane da riporto per gli onnipotenti generali del Csfa (Consiglio supremo delle Forze armate), nell’infinita transizione verso la democrazia, che l’Egitto sta affrontando dall’11 febbraio del 2011, il giorno delle dimissioni di Hosni Mubarak.
testo e foto di Cosimo Caridi
‘Yesh Atid’ (C’è Futuro), la sorpresa di questa tornata elettorale in Israele, è guidata da Yair Lapid, volto noto dell’informazione televisiva, detto il ‘Clooney israeliano’. Figlio d’arte, il padre Joseph fu giornalista e poi politico, raggiunge l’apice della carriera parlamentare nel 2003 quando viene chiamato da Sharon a ricoprire il ruolo di ministro della giustizia. Un anno fa Yair Lapid fonda ‘Yesh Atid’ con l’obbiettivo di farne il punto di riferimento della classe media.
Cina
La Grande Onda nera
di Giorgio Cortassa
foto Tipsimages
Ero bambino e lo zio Giordano, vecchio Comandante, mi raccontava della Tempesta: ”E quando la Grande Onda sta per arrivare allora la nave va giù, giù, giù dentro alla fossa del Mare, che sembra nulla mai più la potrà fermare …”
testo e foto di Gilberto Mastromatteo
Le elezioni parlamentari, iniziate il 28 novembre, incoronano ‘Libertà e Giustizia’, espressione del movimento politico-religioso dei Fratelli Musulmani. Lo ha votato un terzo degli egiziani. I Salafiti, rappresentati nella coalizione ‘al Nour’, hanno sfiorato il 20%. Se i due movimenti si coalizzano, avranno la maggioranza assoluta nel nuovo Parlamento. E i laici liberali e progressisti, quelli che la rivoluzione di gennaio e febbraio l’hanno fatta, dove sono? I democratici del ‘Blocco egiziano’ e i liberali del movimento ‘Wafd’ fluttuano insieme attorno al 25%. Piazza Tahrir, sempre più debole e accerchiata, invita al boicottaggio delle elezioni, che si concluderanno in marzo, con il voto per la Shura, la Camera Alta. L’esercito, paladino dei rivoluzionari del 25 gennaio, reprime la piazza. 44 i morti e 2 mila feriti il bilancio, nella capitale, degli scontri della settimana prima del voto. Tra caos e tumulti il nuovo Egitto tenta di darsi un volto.
testo e foto di Fabio Viola
foto Tips images
Prefettura di Miyagi. Sendai, un milione di abitanti, e la piccola turistica Matsushima - poche migliaia di residenti - si sono salvate. Subito a nord della prefettura di Fukushima, hanno retto alle centinaia di scosse del terremoto dell’11 marzo e al disastro delle onde e del diluvio dello tsunami. Il maremoto è stato fermato dalle mille isole e isolotti che, nei tratti di mare davanti a Matsushima, hanno funzionato da arcipelago frangiflutti. La centrale nucleare non l’hanno costruita qui, dietro le isole, ma più a sud, a Fukushima e il Giappone fronteggia un presente dove avanza la ricostruzione e avanza l’inquinamento delle acque, dei corpi, dei cibi.
testo e foto di Gilberto Mastromatteo
I Fratelli musulmani e il Fronte di salvezza nazionale. Le donne in lotta, le molestie sessuali spinte dall’insopportabile predicazione tutoria dei chierici. I giovani tra Black bloc e baltagiya. La lotta sociale, di genere, religiosa e plebea prende ogni gorno di più la forma dello scontro tra grandi classi sociali. Movimento operaio e imprenditori, proletariato diffuso e finanza, braccianti agricoli e multinazionali alimentari. Nodi da sciogliere e speranze nel grande Paese polare tra Nord Africa e Medio Oriente.
di Noam Chomsky
foto di Giovanni Mereghetti
Cuba è un piccolo paese che ha resistito a 50 anni di embarghi e tentativi di invasione da parte degli Stati Uniti. Adesso è diventato il paese-guida delle nuove democrazie del subcontinente. La scuola cubana è obbligatoria sino a 16 anni e gratuita. Cuba ha molte università, la più importante quella dell’Avana fondata nel 1728. Le cure sanitarie sono gratuite, Cuba non esporta armi, ma medici. Centinaia sono gli attentati terroristici avvenuti contro il piccolo paese caraibico. La maggior parte di questi attentati sono stati organizzati dagli oppositori di Castro residenti a Miami e, in molti casi, sotto ordine della C.I.A. E un film come Scarface di Oliver Stone è molto eloquente sul milieu dei cosiddetti ‘esuli di Miami’.