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Home / Archivio / Gennaio/Febbraio 2012 / Chi ha ucciso Samora Machel?
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Mercoledì 21 Dicembre 2011 09:50
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Chi ha ucciso Samora Machel?

di Stefano Bellucci

 

Samora Machel è stato un Che Guevara africano, il primo presidente del Mozambico liberato dall’imperialismo portoghese e grande intellettuale africano. Samora Machel è morto tragicamente in un incidente aereo nel 1986.

Le autorità mozambicane hanno ritenuto fin da subito responsabile della caduta del Turpolev, pilotato da militari sovietici, i servizi segreti del governo dell’allora Sud Africa razzista, alleato degli Usa di Reagan nella lotta senza quartiere al ‘comunismo globale’. Il metodo usato sarebbe stato quello dell’istallazione di un ponte radio mobile in grado di utilizzare le frequenze della torre di controllo dell’aeroporto di Maputo per dirottare l’aero. Questo spiega l’improvvisa virata del velivolo sul territorio sudafricano e il fatto che i servizi di sicurezza sudafricani si trovavano già sul luogo dello schianto. Al contrario, la commissione internazionale d’inchiesta nella quale sedeva l’astronauta della Nasa, Frank Borman, ha propeso per la tesi dell’errore umano. Alle due ipotesi principali se ne sono aggiunte altre. Prima ipotesi: dietro l’incidente ci sarebbe lo zampino del “dittatore stregone” Hastings Banda (allora il Malawi era alleato del regime bianco sudafricano). Altra ipotesi: dietro l’incidente ci sarebbe lo zampino del Kgb, perché Samora Machel ‘apriva’ nei confronti del Sud Africa (per terminare la guerra civile alimentata dallo stesso Sud Africa) del Portogallo e la Francia - recandosi in entrambi questi paesi. Resta difficile credere come il Cremlino abbia potuto far perire otto dei suoi uomini per uccidere un presidente africano così a portata di mano. A un quarto di secolo di distanza - finito il regime d’apartheid e caduta l’Urss -, la vedova di Samora, Graça Machel, oggi consorte di Nelson Mandela, chiede al governo di Pretoria di riaprire l’inchiesta per fare luce sulla tragedia in cui perirono 33 persone. La riapertura dei fascicoli negli archivi di Mosca, Pretoria ecc. può finalmente fare luce sul perché i piloti virarono l’aeromobile da Maputo verso il territorio sudafricano (e chissà che non emerga il nome di qualche magnate del mercenarismo odierno).

 

Ultima modifica Lunedì 09 Gennaio 2012 07:14
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