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Venerdì 01 Luglio 2011 13:29
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Questi fantasmi

di Andrea Cortellessa

Il panorama di un presente dominato da «fantasmi di fatti» è al centro di un libro polemico e d’incalzante intelligenza, Politiche dell’irrealtà. Scritture e visioni tra Gomorra e Abu Ghraib di Arturo Mazzarella (Bollati Boringhieri, pp. 116, € 14,00).

Partendo dalla tradizione del non-fiction novel - che dal Truman Capote di A sangue freddo conduce a Gomorra passando per Leonardo Sciascia - l’attenzione si concentra sulle immagini delle torture nel carcere di Abu Ghraib e delle videoesecuzioni degli ostaggi da parte dei terroristi di Al Qaeda. Che la partita decisiva del nostro tempo si giochi sul terreno mediale, e che la posta in gioco dipenda dalla gestione delle immagini più violente, lo ha dimostrato - in stretta contemporaneità con l’uscita del libro - la vicenda delle immagini dell’uccisione di Osama Bin Laden. Le due fotografie «di riflesso» di questo evento invisibile - quella di Barack Obama e del suo staff che lo seguono live, preoccupati e quasi atterriti; e quella dello stesso capo terrorista che, sepolto vivo nel proprio tugurio, scorre sul video le immagini dei suoi passati exploits - confermano l’assunto di Politiche dell’irrealtà: lungi dall’essere una forma di evasione dalla realtà l’immagine riprodotta è sua parte integrante. E ha su di essa effetti realissimi. Come nel caso dell’11 settembre, sottolinea Mazzarella, «la riproduzione dell’evento […] precede sistematicamente l’esistenza dell’evento medesimo. […] Si produce un evento perché c’è un numero imprecisato di spettatori che lo guarderà». Video-esecuzioni e foto-torture sono opera di agenti in tutto simili a fantasmi, sì, ma quelle azioni spettrali hanno conseguenze dolorosamente, disastrosamente reali. Gli ostaggi decapitati muoiono davvero, come davvero erano morte quasi tremila persone che lavoravano nel World Trade Center, e nei mesi e anni successivi moriranno davvero, per ritorsione, decine di migliaia di incolpevoli cittadini afgani e iracheni. Del resto una ragione ci deve pur essere, se i fantasmi - da che mondo è mondo - ci incutono terrore.

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