È l’ésprit du temp, il gran cuore di tenebra del barocco; ma produce capolavori. Nella prima sezione le Nature morte: tavole imbandite, cesti di frutta, fiori, la natura corruttibile, la bellezza insidiata dall’interno. Nella seconda sezione la radice religiosa della riflessione: San Gerolamo che medita (un drammatico Ribera) o penitente sullo sfondo di un meraviglioso paesaggio (Lotto); la Maddalena che rinuncia a una vita dissipata (ragazza dolente, sobria, bella di Caravaggio). Ma anche sculture, oggetti, reliquie, molti strabilianti orologi. Terza e più nutrita sezione I ritratti, dove la coscienza dell’effimero accompagna robusti gentiluomini e severe signore. Infine e per contrasto, la sezione dedicata a quel cardinale Benedetto Pamphilj che fu uomo di arti e di lettere, gran mecenate di artisti, librettista per Hendel e inarrestabile collezionista: a lui dobbiamo la maggior parte dei tesori oggi esposti in mostra.