Qui solo opere del secondo 900, quando a dettare il programma non è più il racconto del paesaggio, la sua visibilità e riconoscibilità; l’opera non è più pensata per chi guarda ma invece è segnata, e qui sta il nocciolo rivoluzionario del secolo, dall’individualità del pittore, paesaggio non più come lo si vede ma come l’autore lo vive. C’è allora spazio per il paesaggio-sogno che è il campo notturno punteggiato di azzurro di Carlo Mattioli; per il paesaggio-memoria di Piero Guccione tornato in Sicilia dopo dieci anni e lo sguardo si fa simbolico; per la Lucania di sola aspra roccia di Carlo Levi al confino. I venti quadri, uno per ogni regione d’Italia, accumunati dallo snodo chiave del moderno, sono firmati anche da Music, Birolli, Morlotti, Levi, Moreni, Ruggeri, Battaglia, Forgioli, Sassu, Treccani e Gianquinto.