Il popolo russo in guerra

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Layout 1Il popolo russo in guerra, nella Grande guerra. 1915-1916, Sof’ja Fedorčenko è la giovane infermiera che si aggira tra i soldati feriti del fronte orientale cercando di curarli. Non è l’eco dei suoi pensieri che udiamo qui, nelle pagine di questo libro, ma le tante voci discordi – sbigottite o spavalde, remissive o indignate – di contadini e operai russi persi nel gorgo di una mattanza che da lì a breve, dopo la pace di Brest-Litovsk, diventerà guerra di classe aperta. Proposto per la prima volta al lettore italiano, questo libro autenticamente rivoluzionario restituisce in presa diretta il ritratto collettivo di un popolo in guerra, senza censure né abbellimenti. Un inedito affresco epico
che con dedizione ed empatia dà la parola a chi non è autorizzato ad averla.

 

…Vedo un’izba, sento delle urla. I nostri volevano pigliare gli austriaci a cannonate, ma quelli, satanassi impuri, trascinano alla finestra una disgraziata d’una contadina e i suoi
due figlioletti. Allora non mi regge il cuore, salto fuori e spingo la donna lontano dalla finestra, insieme al bambino che teneva in braccio. Stavo cercando l’altro a tentoni, ma
sono stato colpito alle spalle. Li hanno bruciati vivi senza di me, avevo già perso conoscenza. Mi spiace da morire…

(Sof’ja Fedorčenko Il popolo russo in guerra)

L’autrice

Sof’ja Fedorčenko (1888-1959), figlia di un ingegnere e di un’attrice zigana francese, assistette i soldati russi negli ospedali di campo della Grande guerra, sul fronte orientale. Quest’esperienza ispira la prima parte della trilogia Il popolo russo in guerra, pubblicata per la prima volta a Kiev nel 1917. Libro-rivelazione – adesso finalmente disponibile in lingua italiana. Un inedito e un piccolo capolavoro. All’indomani della Rivoluzione d’Ottobre, viene tradotto in francese e tedesco, suscita l’entusiasmo di scrittori come Thomas Mann, Elias Canetti e Walter Benjamin, e poi viene dimenticato.
In epoca sovietica la Fedorčenko si dedicò completamente alla scrittura per bambini, rielaborando con la sua non comune sensibilità linguistica temi e movenze del folklore slavo.