Nutrire vuol dire garantire a tutti
un futuro possibile

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Il padiglione svizzero a Expo 2015
Il padiglione svizzero a Expo 2015

Una bella occasione per rilanciare tematiche attuali: l’Expo 2015, che si sta svolgendo a Rho Fiera, propone come tema centrale ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’. Molto curiosi e originali innumerevoli allestimenti. La Svizzera ha puntato l’attenzione sull’aspetto della responsabilità e solidarietà, mostrando con imbarazzante lungimiranza l’altra faccia dell’abbondanza: quattro torri colme di generi alimentari locali, che il visitatore potrà prendere gratuitamente. Quanto rimarrà agli altri se noi ci accaparriamo più di quello che ci serve? Ebbene, man mano che i prodotti vengono presi il livello delle torri si abbassa, come segnale preoccupante della necessità di dover pensare al domani, agli altri, ad un futuro che sarà possibile anche grazie alla nostra solidarietà. I quattro prodotti messi a disposizione? Il caffè, diventato principale prodotto alimentare d’esportazione, superando il cioccolato e il formaggio nel commercio estero; le rondelle di mele, simbolo della biodiversità; il sale, elemento vitale, il cui controllo aiuta a promuovere la salute e la qualità di vita; ultima, non certo per importanza, l’acqua e la sua estrema preziosità (783 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile e 2,5 miliardi persone sono completamente privi di servizi igienici).
Quando le torri verranno svuotate a partire dall’alto, perché alleggerite dai prodotti presi, le piattaforme su cui poggiano si abbasseranno, grazie alla modularità della struttura, modificando visibilmente l’aspetto del padiglione svizzero, e forte sarà il monito sul nostro comportamento in relazione ai consumi. Si potrà riflettere sulla disponibilità e sulla distribuzione delle risorse alimentari a livello mondiale, solo dopo aver attentamente analizzato il nostro personale atteggiamento. Il tutto in un’ottica del riciclo: le torri al termine dell’esposizione universale verranno utilizzate nelle città svizzere come serre urbane. A progettare la struttura del padiglione svizzero, denominato ‘Confooderatio Helvetica’, un team di giovani architetti della società Netwerch di Brugg.

 

In un alveare inglese o su una altalena estone

Inglese è l’idea coinvolgente di farci vivere i colori, i profumi e il percorso originale compiuto da un’ape, a partire da un’orchidea, passando per un prato fiorito fino al ritorno all’alveare, stupefacente enorme architettura, accompagnata dai rumori registrati da un vero alveare del Regno Unito.  

Expo 2015. L'alveare inglese
Expo 2015. L’alveare inglese

Nel padiglione estone invece si va in altalena, ma un’altalena speciale, che produce energia sfruttando il movimento creato dall’oscillazione. Ecco poi la metafora ‘fisica’ nel padiglione brasiliano della rete interattiva, una struttura che rappresenta unità, connessione e scambio: il movimento che il singolo visitatore provoca muovendosi sulla grande rete influenza anche il movimento degli altri visitatori, a simbolo di come le scelte personali condizionino necessariamente anche le esperienze altrui. La Corea del Sud affronta il problema dei disequilibri alimentari del mondo, offrendo i temi della malnutrizione, obesità e abuso di cibi pronti, strizzando l’occhio alla massima ‘Sei quello che mangi!’. Un’enorme giara, come simbolo della fermentazione, che permette di conservare i cibi e i liquidi senza alterare le loro proprietà nel corso del tempo.