Il caro Ernestino

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Appassionata e grande conoscitrice del mondo animale… Cinzia ci racconta una storia di una convivenza davvero esotica e speciale. Certe prese in carico – come scopriremo nelle sue considerazioni finali – sono troppo forzate per alcuni casi, allora è meglio rivolgersi agli addetti ai lavori.

«Ernestino era un Elaphe Guttata (serpente del grano del Nord America) affidatomi da un amatore dei rettili che avevo conosciuto ad una fiera dove io facevo la standista.
Era piccolo, sottile come una cannuccia, al braccio mi faceva due giri di braccialetto, era lungo 15 cm.
Dentro la teca, ben 23 anni fa, c’erano questi due esemplari giovanissimi (che non avevano nemmeno un anno). Non mi pagavano l’occhio perché erano sempre attaccati al vetro, al contrario degli altri che dormivano beatamente sotto la lampada infrarossi che all’interno dei terrari ricrea le radiazioni solari.
I rettili regolano la loro temperatura corporea utilizzando fonti esterne di calore e questi due giovani però non sembravano gradire.
Alla fine della fiera… barattai il mio compenso di lavoro con la custodia dei due serpenti.
Così mi ritrovai proprietaria di due esserini indifesi che inizialmente mi facevano anche un po’ paura perché sapevo costrittori.

Li portai da un veterinario specializzato in animali esotici e scoprii che erano pieni di parassiti e mal nutriti.

Li sverminai, proprio come si fa con i cani e gatti, e costruii una teca con materiali naturali, il più simile possibile al loro habitat con zone a temperature ed umidità differenti.
Con loro ho scoperto un nuovo mondo a me sconosciuto.
Siccome non ho mai avuto la forza di sacrificare un topolino, metterlo nella teca e lasciare che il serpente se lo mangiasse come in natura avrebbe fatto, soffocandolo, (ma in ambiente libero il roditore ha possibilità di scappare, in una teca no) li ho abituati a mangiare “il morto”.
Per chi non lo sapesse esiste un commercio apposito.
Infatti per il serpente neonato si prendono topolini neonati e man mano che cresce vanno aumentate le dimensioni della preda, sino ad arrivare ad alimentarli una volta ogni due settimane.
Dovevo scongelare il “cibo” e riscaldarlo sotto lampada rossa per renderlo appetitoso perché i serpenti si basano principalmente sull’olfatto nella ricerca della preda.
Il caro “Erny” ha vissuto con noi ben 18 anni!
Nonostante mi abbia insegnato molte cose sul loro mondo, e nonostante abbiamo cercato di farlo vivere al meglio (è arrivato a misurare 1 metro e 30 cm) in un substrato artificiale, non approvo tuttavia la scelta di far vivere questi animali in teche: sono animali liberi e devono restare liberi nei loro ambienti originari anche rischiando di essere meno longevi considerando tutti i pericoli esterni».


 

Ti piacerebbe essere privato della tua libertà
e non poter esprimere la tua natura?
Vivere confinato e costretto? Viaggiare per centinaia
di chilometri chiuso in una gabbia
o in una teca ed essere esposto come trofeo?

La LAV è impegnata a denunciare e contrastare lo sfruttamento degli animali esotici,
il loro commercio e il traffico illecito, attraverso il rispetto della legalità
e la proposta di leggi appropriate.

Rivolgiti alla LAV: www.lav.it