Anna, giornalista… natalizia

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©Chiara Coppa

Una casa che si affaccia sul lago – vicinissimo – dove Anna abita con Gabriele e il piccolo Giovanni. Non è la sola casa dove vivono perché per lavoro stanno anche in altri luoghi, ma questa è la “home sweet home”. Anna è una giornalista, con una forte passione per la lettura e per la cura dei dettagli! Una vera alchimista di oggetti. Bussiamo alla sua porta…

©Chiara Coppa
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Da quanto vivete in questa casa e come ci siete arrivati?
«Viviamo qui insieme dal 2006, anno del nostro matrimonio. La casa appartiene tutt’ora alla nonna di mio marito (la quale, quando è rimasta vedova, ha preferito trasferirsi in un appartamento più vicino ai figli) e, anche per questo motivo, non abbiamo apportato grossi cambiamenti, adattandoci a ciò che c’era e aggiungendo man mano arredi di nostro gusto. È un appartamento vecchiotto, affacciato direttamente sul lago, parte integrante della casa. La nonna ha sempre raccontato di quel giorno che, passeggiando, si sedettero sul muretto sul ciglio della strada per godersi un po’ di sole e di pace… di fronte c’era questa casa, e gli appartamenti erano in vendita. Se ne innamorarono. Lo stesso è accaduto a me. Non è stato amore a prima vista…forse avrei preferito un appartamento nuovo di zecca. Ma vivere sul lago è ogni giorno un’esperienza affascinante, non ti stanchi mai di guardare la sua luce e i suoi colori. Gli unici lavori risalgono al 2010: abbiamo ristrutturato il bagno, ricavato un ripostiglio in anticamera e ritinteggiato le pareti».

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Come definiresti lo stile con il quale è arredata la casa?
«Casa nostra non ha uno stile: è un insieme di mobili che convivono più o meno pacificamente. Abbiamo mobili Ikea e qualche pezzo più antico, come il tavolo e il buffet, che appartenevano ai nonni paterni di mio marito. Abbiamo ereditato alcuni arredi da amici dei nostri genitori, come una vetrina anni ’20 e un tavolino antico, e sono felice di aver trovato loro una collocazione nella nostra casa. Mi piace che i mobili abbiano una storia e che tengano vivo il ricordo di chi non c’è più. La camera da letto è dei primi del 900, ed è stata realizzata da un parente falegname. Lo spazio è limitato e spesso scriteriato: la casa è stata realizzata negli anni ’60, ci sono due anticamere fin troppo grandi ma un solo bagno. Le scomodità sono però ricompensate dalla posizione e dalla luce del sole che a tutte le ore la pervade e la riscalda. Ultimo, ma non meno importante, soprattutto per me, il riscaldamento centralizzato con l’impagabile comfort del caldo uniforme per tutto l’inverno!»

©Chiara Coppa
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Qual è il tuo angolo preferito della casa?
«Amo il balcone che in estate e in inverno è sempre soleggiato, il soggiorno così ampio e confortevole… ma ciò che preferisco è la cucina. Qui sono rimaste le piastrelle originali nonché l’originale struttura con due porte: una conduce all’anticamera dell’ingresso, l’altra direttamente alla zona pranzo del soggiorno. Un dettaglio démodé che ho sempre amato, alla faccia di chi (mio marito in primis) ci consiglia di abbattere la parete e realizzare uno spazio unico».

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Se potessi cambiare qualcosa?
«Sicuramente vorrei un bagno in più: ma abbiamo imparato a gestirci e organizzarci anche nei momenti di… affollamento».

Qual è il profumo che scegli in questo periodo natalizio per la casa?
«Quando arriva dicembre comincio a sperare nel brutto tempo, per poter tenere acceso l’albero fin dalla mattina! Mi piace illuminare ogni angolo con le lucine e mi piace, ogni anno, seguire le stesse abitudini, con solo qualche piccolo cambiamento. Accendiamo anche le candele profumate, la mia preferita è la Yankee Candle “Cosy by the fire”, che profuma proprio di “mercatino di Natale”. Ma il profumo più buono, in questo periodo, deve provenire dalla cucina: un tè speziato, i biscotti, qualcosa che arrostisce nel forno… A Natale c’è sempre qualcosa in preparazione, la cucina non dorme mai, ed è il bello di questa festa. Nei miei ricordi di bambina ci sono le colazioni natalizie con la cucina già in “funzione”: trovare un angolino, sul tavolo, in cui appoggiare la tazza tra la pasta fresca lasciata seccare e la ciotola già pronta con il ripieno per i ravioli… il profumo del sugo che si diffondeva per tutta la casa… non c’era momento più bello».

©Chiara Coppa
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Gli addobbi…che belli!
«L’abete di Natale è tradizionale e pieno di luci: con il puntale e le frange argentate. Mischiamo tranquillamente i colori limitando solo il blu, poiché spesso lo trovo un po’ cupo. Non so che darei per ritrovare gli addobbi di quando ero bambina: il funghetto, la pigna, la pallina argento e verde, le lucine colorate a forma di casetta… tutto rigorosamente di vetro e, dunque, purtroppo, tutto andato perduto… Ma ogni anno scoviamo qualcosa di nuovo; quest’anno gli addobbi elisabettiani: una tazza e una teiera in stoffa e perline e due statuine di Christopher Radko, un Babbo Natale con il cerbiatto e un soldatino che rievoca lo Schiaccianoci… spero sia l’inizio di una bella collezione».

Il menù di Natale?
«Il Natale per la nostra famiglia comincia il 24 dicembre con il pranzo dai miei genitori: il menù prevede pasta fatta in casa con il sugo di funghi (sposando la tradizione emiliana della mia nonna paterna) lumache in umido (che per la verità piacciono solo a papà e a me…) e baccalà al forno con cime di rapa al vapore, secondo la ricetta di un’amica pescarese. Il giorno di Natale ci si troverà nuovamente tutti insieme a casa nostra: la tradizione vuole che non possano mancare i ravioli (li prepara mia mamma con l’aiuto di mia suocera) e l’insalata russa (altra specialità di mia mamma). Ormai da qualche anno sono io ad occuparmi del secondo: il tacchino ripieno è la mia passione. La procedura comincia la sera della vigilia, quando lo immergo in un’acqua profumata di agrumi e spezie e lo lascio a riposare per tutta la notte sul balcone. La tavola a delle feste deve essere imbandita di leccornie: foie gras, mostarda, salmone, burro salato… si comincia brindando con lo champagne e si prosegue con qualche bottiglia d’annata prelevata direttamente dalla cantina di mio suocero, che purtroppo non è più con noi, ma che ci ha trasmesso la sua passione per il bello e il buono della vita. Si finisce con…una torta di compleanno! Il 25 dicembre è infatti anche il compleanno di mia suocera: doppia festa! Torta o non torta, al panettone non si può rinunciare. Classico, con uvette e canditi, è la degna conclusione prima di lasciarsi morire sul divano…».