Il bagno di “Pig”

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Dopo il riscatto mondiale che hanno avuto i maiali con il più che celebre disegno animato della “Peppa Pig”, siamo andati a visitare un luogo dove l’agricoltura e l’allevamento vengono praticati secondo natura e non per sfruttamento o in maniera intensiva. Un luogo a misura d’uomo e di animale. Siamo all’alpe Seviana, in Piemonte dove lavora Diego, agricoltore con la passione per gli animali. «Abbiamo asini, conigli, galline (oltre a gatti che sbucano da ogni angolo) e maiali.

alpe-selvianaI pregiudizi che ci sono sui suini sono assolutamente falsi. Il maiale per esempio non è un animale sporco a patto di lasciarlo vivere in un ambiente consono. Fa i suoi bisogni in un luogo diverso da quello dove mangia! Diventa un po’ come un cagnolino quando si abitua alla presenza dell’uomo. Noi li lasciamo liberi nel prato tutta la mattina, mentre siamo al lavoro nei dintorni… e loro arrivano quando il pranzo è servito! Una volta – questo mi ha fatto ridere un sacco – durante l’estate, ho visto Pig che si stava beatamente facendo il bagno e rinfrescando dal caldo, nel nostro vascone per l’acqua che c’è in giardino nella corte sotto casa. Ci era salato dentro, diventando gazzella per un istante… Direi che il maiale non è né tonto né sporco, anzi tutt’altro!».


 

Tutto quello che dovremmo sapere
sulla vita dei maiali che finiscono in tavola

Quanti cittadini hanno consapevolezza delle mutilazioni e delle sofferenze inflitte ai maiali in tenerissima età? I maiali hanno meno di una settimana di vita quando vengono brutalmente strappati alle madri, mutilati senza anestesia, tra grida atroci di dolore e spavento. Inizia così la triste esistenza dei maiali, negli allevamenti italiani e in gran parte di quelli europei: lo rivela la nuova, scioccante, investigazione della LAV, presentata presso il Parlamento Europeo di Strasburgo, dal Vice Presidente dell’associazione, Roberto Bennati. “Le cruente abitudini negli allevamenti di maiali” è il titolo dell’inchiesta, condotta “sotto copertura”, tra giugno 2015 e gennaio 2016 in allevamenti delle province di Brescia, Cremona, Lodi e Mantova, dove la squadra investigativa della LAV è riuscita a raccogliere testimonianze senza precedenti su una pratica cruenta, invasiva e generalizzata: la castrazione dei suinetti. Questa mutilazione, incredibilmente consentita dalla legge – così come il taglio della coda o la troncatura dei denti da latte – viene effettuata da semplici operatori dell’allevamento e non richiede il ricorso all’anestesia né la presenza di un medico veterinario, se operata entro il settimo giorno di vita dei cuccioli.


 

L’allarme della Lav: fermiamo l’orrore!

«La castrazione chirurgica dei suinetti è una pratica antiquata, cruenta, non necessaria e in netto contrasto con i moderni valori europei – dichiara Roberto Bennati – Le immagini raccolte negli allevamenti, di queste mutilazioni e terribili condizioni di allevamento, gettano discredito su un sistema industriale zootecnico, inevitabilmente in crisi, perché basato sull’assunto di una crescita illimitata dei consumi di carne, senza alcuna considerazione per i gravissimi danni ambientali provocati da questi allevamenti, né per l’impatto sulla salute dei consumatori e per le implicazioni etiche». «L’Europa dei cittadini sta cambiando e chiede alle Istituzioni nuove politiche di rispetto degli animali e dell’ambiente – continua Bennati – gli allevamenti intensivi sono sistemi industriali fortemente orientati alla produttività, dove agli animali viene riservato tanto rispetto… da mutilarli e macellarli! È ora di superare questi sistemi di sfruttamento di esseri viventi e di abolire per sempre prassi inaccettabili, come le mutilazioni». L’alternativa a questa catena di dolore e morte è l’alimentazione priva di ingredienti di origine animale, in grado di soddisfare il fabbisogno nutrizionale e, come sempre più studi medico-scientifici dimostrano, più salutare per l’organismo umano. Scopri come Cambiare menù in modo gustoso e pratico sul sito della Lav.