Occorre salire su un pullman per vederli recitare. Sì perché la compagnia Girovago e Rondella e la compagnia Dromosofista sono dei «Teatri Mobili». Si muovono infatti sulle ruote di un bus, dentro il quale inscenano i loro spettacoli quando invece sono parcheggiati.
I posti sono pochi circa 35, all’interno del mezzo di trasporto adattato ad hoc dalla famiglia di teatranti. Girano l’Europa così, hanno toccato 26 nazioni al momento; restano spesso in una città per alcuni giorni in modo da replicare le loro due pièce più volte al giorno…

 

©Teatri Mobili
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Vivono in modalità itinerante tra il bus e un camion, affidandosi all’ospitalità di enti locali che trovano loro una piazza per mettere in scena Manoviva e Antipodi, un viaggio – quest’ultimo – guidato da tre personaggi agli antipodi del mondo, tra trasformismi e una trascinante musica dal vivo.
Ecco chi sono: Marco e Federica (che vivono più o meno a Viterbo) i due padri (e madri) e Rugiada, Facundo e Tommaso, più due nipotini piccoli (che invece vivono sempre più o meno a Barcellona). Tutti insieme compongono la Family Theater.
La loro storia è iniziata nel 1987 a bordo di una barca a vela in Grecia, e ora appartiene ai figli e in un certo senso anche ai nipoti che condividono già qualche assaggio di teatro.
Nel loro fare teatro di figura c’è un narrare sapiente per simboli e archetipi, e nello stile di vita che è tutt’uno con la loro arte c’è la filosofia pura del «viaggio senza compromessi», racconta Marco.

©Teatri Mobili
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Itineranti da 30 anni… un po’ artisti di strada, ma nel senso che sulla strada ci vivono e ci viaggiano, per poi fermarsi in una piazza con la capacità di creare un cerchio intorno a loro. Questo in senso di metafora, perché sul bus non ci siede in cerchio.
A bordo del pullman si prende posto come a teatro, solo un po’ più spartani. La postura non comodissima dovrà essere mantenuta per un tempo calibrato anche in base a questo. Bambini davanti (per ovvi motivi di altezza), adulti dietro.
Ecco che si fa buio, le luci di un piccolo palcoscenico si accendono e i protagonisti sono due mani: una di Marco, l’altra di Federica. L’audio è ad opera di Tommaso che lavora in “miniatura” pure lui, con un semplice strumento che legge mp3. Le dita delle due mani indossano dei guanti speciali di lattice che vanno a formare le due gambe, le due braccia e la testa di Manin e Manon… i due protagonisti dello spettacolo che, in circa 40 minuti di tempo, inscenano la loro storia d’amore, romantica, dolce, ridicola e poi struggente. I simboli, quasi come le funzioni di Propp nelle fiabe, ci sono tutti: l’incontro, l’innamoramento, i fiori, il dono, la conquista con le sue prove, la separazione, il lutto, il ritorno… e infine… non posso dirlo perché prima o poi avrete l’occasione di salire sul bus di Manoviva. Se non vi capitasse per caso, andatela a cercare.

©Teatri Mobili
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Marco e Federica definiscono i loro spettacoli «popolar poetici» e questo nome un po’ antico fa venire in mente i trovatori occitani. I trovatori furono poeti itineranti: andavano di castello in castello dal territorio occitano francese, all’Italia, alla Catalogna, alla Spagna. Come la Family Theater, con mezzi diversi: un bus, delle musiche diverse, ma la stessa poesia e la passione soprattutto per questo antico mestiere del teatrante.
«Alla Francia siamo particolarmente legati e debitori: è un Paese che attua una politica culturale molto attenta e dove percepiamo una grande sensibilità verso le manifestazioni artistiche», aggiunge Marco.

©Teatri Mobili
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Come hanno fatto – girovagando – ad educare I loro due figli, Tommaso e Rugiada? «Tommaso e Rugiada hanno sempre studiato. Hanno fatto il liceo classico entrambi e alla maturità, alla quale si sono presentati privatamente, hanno preso il massimo dei voti».
Una storia d’amore quella di questa famiglia sopra un bus: amore nato tra loro, amore per il teatro di figura, amore per il viaggio, per la cultura, amore come quello meraviglioso tra Manin e Manon. Non resta che salire a bordo e assistere allo spettacolo.

Info tour e spettacoli:
www.girovagoerondella.com