Michela, insegnante

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©Chiara Coppa

Una casa speciale quella di Michela e Giovanni, piena di oggetti ciascuno con la sua storia. Niente è casuale, tutto è decorato e l’insieme sembra un puzzle di gran gusto solo all’apparenza semplice. Michela insegna inglese alla scuole superiori e da sei anni ha aperto con il marito uno spazio d’arte, una piccola galleria, dove ospitano mensilmente delle mostre e danno spazio a eventi culturali. Giovanni è scultore e ceramista. L’arte in casa si respira. Mai spocchiosa, in forma garbata. E una forte densità di libri ovunque…
Entrando mi accoglie Sally, che si fa coccolare…
Mentre Giovanni è al computer

Sally. ©Chiara Coppa
Sally. ©Chiara Coppa

Un’antica casa rurale, chi ha pensato ai lavori e all’arredo?
«Insieme io e Giovanni, ci piace occuparcene. Ogni mobile, ogni oggetto lo abbiamo trovato, magari per caso, ma in buona sostanza potremmo dire che niente è stato comprato in un negozio. Piuttosto nei mercati dell’antiquariato, delle pulci, viaggiando…».

Michela, fai molte collezioni?
«Più che collezioni, le chiamerei manie, passioni temporanee… alcune della quali talvolta si stabilizzano. Come quella degli imparaticchi…».

Qual è il tuo preferito?
«Ce ne sono due spagnoli, antichi che mi piacciono molto. Poi uno con dei simboli religiosi stranissimo, che ho trovato anni fa al Balon di Torino».

©Chiara Coppa
©Chiara Coppa

«Sono particolarmente legata a questo che una amica che non sa l’inglese in un momento triste della mia vita, mi regalò per caso… Un caso strano direi…».

E le altre collezioni?
«Adoro i bicchieri, in ogni posto dove vado cerco una piastrellina e poi da poco ho iniziato con i piatti»

©Chiara Coppa
©Chiara Coppa

La tua stanza prediletta?
«Sicuramente la libreria, dove pranziamo anche, quando ci sono degli amici. Dei libri sono davvero gelosa, guai a chi non me li restituisce, ma mi fido di ben pochi nel prestarli. E ho il vizio di leggerne due alla volta… chissà perché…».

Cosa stai leggendo?
«Un libro di Bill Bryson, Piccola grande isola, un insolito viaggio “tracciato da una linea” in Inghilterra da nord a sud e l’ultimo romanzo di Alessia Gazzola, Non è la fine del mondo».

In quale epoca vivresti?
«Nell’Ottocento inglese».

E invece dove andresti in viaggio?
«In Medio Oriente. Ho un grande rammarico, quello di aver visto la Giordania ma di non essere stata in Siria…».

Cosa non manca mai al tuo look?
«Non esco di casa senza una sciarpa, ma adoro anche le collane».