Sos Combattimenti,
la storia di Ida

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©LAV

Ogni anno in Italia migliaia di animali sono vittime dei combattimenti legati alle scommesse clandestine: un business crudele che produce milioni di euro l’anno. Artefici possono essere delinquenti locali o allevatori privi di scrupoli, fino ai sodalizi criminali come la camorra, la mafia… La lotta a cui gli animali sono crudelmente aizzati è il risultato di violentissime forme di addestramento, vere e proprie torture, inflitte ai cani fin da cuccioli.

L’Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV da sempre si batte per contrastare concretamente questo fenomeno e proprio per questo motivo ha attivato un numero di telefono dedicato:
SOS COMBATTIMENTI 0039 06 4461206

Cosa possiamo fare? Segnalare i combattimenti, anche in forma anonima, al numero SOS Combattimenti attivo dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00 o scrivendo soscombattimenti@lav.it

L’Osservatorio zoomafia ha l’obiettivo di analizzare, denunciare e contrastare i crimini a danno degli animali perpetrati dalla criminalità organizzata o da singoli soggetti, come corse illegali di cavalli, bracconaggio e pesca illegale, traffico di cuccioli, lotte tra cani, macellazione clandestina e altri fenomeni illeciti.
L’Osservatorio collabora con tutti gli organi di Polizia giudiziaria, con la magistratura, con vari osservatori sulla criminalità e le mafie.
La sfida è quella di avere un mondo senza abusi di alcun genere sui nostri amici animali: per questo occorre ogni giorno denunciare le illegalità.


La storia di Ida eroina e simbolo del riscatto

Ciro Federico Troiano è nato a Napoli. Laureato in filosofia, perfezionato in “Antropologia criminale e metodologie investigative”, si è specializzato in criminologia e ha fondato, nel 1998, l’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV. Il suo nome è legato a diverse operazioni di polizia in difesa degli animali e della fauna.
Lo abbiamo intervistato e ha curiosamente “tirato fuori” dal cassetto una storia a cui è tanto affezionato personalmente e anche se risale a qualche anno fa, vogliamo restituirla oggi perché rappresenta un simbolo vero e proprio della campagna anti combattimenti.

©Ciro Federico Troiano
©LAV

«Era il giorno della Befana di qualche anno fa… Nel Napoletano, in una zona più che popolare. Una signora aveva assistito a un combattimento tra tre cani per strada, dalla sua finestra. Armata di infinito coraggio e buon cuore, scese per strada imbracciando una scopa e facendo scappare tutti coloro che stavano “giocando” sporco con quei poveri animali. Prese uno di questi e lo portò in casa sua… Mi raggiunse telefonicamente, quella sera, grazie a una giovane giornalista che batteva quella zona – per fortuna! – di nome Ida… Era tutta agitata al telefono…

©Ciro Troiano
©Ciro Troiano

Organizzai una macchina e andammo sul luogo del delitto. Entrai in quella casa, una casa povera, come la gente che la abitava. Povera ma buona. C’era su un divano un cane, sanguinante, ansimante, dolente. La (era una femmina) presi in braccio e la portammo in un centro per curarla. Passammo tutta la notte insieme, pensavo che morisse. Il liquido delle flebo che le facevano, usciva dalle ferite che aveva su tutto il corpo. Era sorda da un orecchio, tumefatto per i combattimenti che da tempo doveva affrontare. Poi la portammo in carico al nostro centro di recupero a Roma. Fu seguita molto bene e rieducata da esperti. Si riprese bene: era dolce con le persone, diffidente coi cani e “cattivella” coi gatti. Era difficile da fare adottare per i segni evidenti del suo passato violento. La chiamavo con affetto la “Cartina geografica della sofferenza”… Ma divenne la star nazionale, simbolo delle nostra campagna e fu anche grazie a lei che ottenemmo l’approvazione della legge contro i combattimenti tra cani. Negli ultimi sei mesi della sua vita fu anche adottata!».

©Ciro Federico Troiano
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