Lilli, ristoratrice

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Una loggia con vetrata
Un'ala della villa ©Chiara Coppa

Il posto potrebbe essere quello di una residenza di campagna di Downton Abbey. Una villa antica ora di proprietà comunale aperta al pubblico nella parte del giardino e sede di mostre e concerti. Nell’ala di sud-ovest c’è un ristorante, gestito da Lilli e da suo marito, Giulio. Un mestiere faticoso per i suoi tempi che lasciano pochi spazi personali, ma scelto per vera passione da tanti anni. Questo luogo è diventato la sua “casa” e ogni dettaglio la racconta.

Lilli davanti al ristorante
Lilli con Giulio. ©Chiara Coppa

Lilli, come definiresti il tuo ristorante in tre aggettivi?
«Semplice, autentico, accogliente… ma non vorrei sembrare poco modesta…».

I mobili che hai scelto da dove vengono?
«Quelli antichi sono quasi tutti recuperati. Tanti dal ristorante dove eravamo prima».

La luce dalla portafinestra
©Chiara Coppa

E gli oggetti di arredo?
«Molti sono di famiglia, mia mamma aveva la passione per le ceramiche e le stampe pure sono ereditate. Altri oggetti provengono da mercatini delle pulci: ho una cara amica alla quale commissiono acquisti nel campo “usato”. Qualche volta le cose arrivano qui come regali e ci restano».

Oggetti antichi in vetro
©Chiara Coppa

Un piatto che raccomandi?
«L’agnello impanato con le erbe aromatiche, piatto di Giulio».

Coltivi tu i fiori che hai sempre al balcone e sui tavoli?
«Anche i fiori a volte arrivano qui! – ride Lilli – … Regalati… All’inizio della stagione sono del giardino di un’amica, poi è tempo dei nostri qui nel parco».

©Chiara Coppa
©Chiara Coppa

Una cosa piacevole che faresti se domani il ristorante fosse chiuso?
«Andrei alle terme: massaggi, coccole per me».

Questo luogo sembra appartenere a un tempo lontano…
«Uno dei primi pensieri che mi hanno sfiorata quando venivo qui la sera a sentire concerti di musica jazz, anni fa, era la sensazione di un posto magico, antico e denso di storie. Ora vivendolo continua questa emozione e l’idea che un posto “nobile” imponga un certo decoro…».