Il calcio come fenomeno religioso

1037

Nel rinnovato catalogo delle edizioni dehoniane Football. Il calcio come fenomeno religioso di Marc Augé. Il saggio si appoggia su Durkheim e su alcuni testi fondamentali del fenomeno-calcio come Football ‘Association’ di Tony Manson. Quando un giocatore dice ‘scendo in campo per la maglia’ o un portiere ‘difendo la mia porta’, non si pensi solo a frasi fatte come anche sono. Sono in gioco i colori di un associarsi e distinguersi, di essere setta o fedeli di una fede. La porta difesa da un portiere – larga sette metri e trentadue, alta due metri e quarantaquattro – è la soglia magica. Augé scrive di una possibile nuova forma di religione «Forse l’Occidente sta anticipando una religione e ancora non lo sa» dato che, nella storia – lui etnologo e antropologo – vede come «per la prima volta nella storia della umanità, a intervalli regolari e a orari fissi, milioni di individui si sistemano davanti al loro televisore  domestico per assistere e, nel senso pieno del termine, partecipare alla celebrazione dello stesso rituale». In una società dove l’attesa dell’aldilà si fa sempre più fievole e le architetture terrorizzanti della piattaforma del ‘dopo-morte’ evanescenti, i rituali che nel presente simulano una appartenenza, una attesa fenomenologica, mano a mano tendono a sostituire il bisogno di futuro che è insediato al cuore della quaestio religiosa. Augé è presente con Il senso del male: antropologia, storia e sociologia della malattia nei tipi de Il Saggiatore, con Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità, Milano, Elèuthera.