Il romanzo vero

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Le riflessioni di Cercas danno conto di una svolta, degli ultimi decenni, fattasi da ultimo senso comune presso i lettori. Se nel 2009 egli stesso evitò di chiamare ‘romanzo’ Anatomia di un istante per la sua assenza di finzione, già cinque anni dopo tutti hanno letto come ‘romanzo’ L’impostore: sicché “negli ultimi anni si sta acclimatando un po’ ovunque un modello più libero, più plurale, più aperto e più flessibile di romanzo”. Un altro segnale in tal senso è il lancio-monstre di un libro-monstre come La scuola cattolica di Edoardo Albinati (Rizzoli, pp. 1294, € 22), considerato mentre scrivo il favorito alla kermesse del Premio Strega (mentre, giusto dieci anni fa, al premio poté partecipare – ma ebbe infine la peggio proprio per la sua natura di non fiction – un libro importante come La ragazza del secolo scorso di Rossana Rossanda). Libro-monstre non tanto per le proporzioni quanto appunto per la sua natura ambigua. Sebbene ostenti in copertina la dicitura ‘romanzo’, neppure in questo caso infatti la vicenda su cui s’incentra è inventata: “il delitto del Circeo”, del settembre 1975, quando tre giovani estremisti di destra di ottima famiglia borghese rapirono a Roma due ragazze di umile estrazione e ne fecero scempio. Albinati interseca alla storia che tutti conoscono la sua, di storia, perché il caso ha voluto che egli si sia formato alla stessa scuola privata degli assassini, e ne abbia condiviso dunque – avrebbe detto un naturalista dell’Ottocento – il milieu. Neppure La scuola cattolica dà risposte sul delitto in quanto tale; e tuttavia di risposte – sul mondo che sta prima e dietro il delitto – ne leggiamo molte: sul clima di violenza di quegli anni, sulla fallita pedagogia dei preti cogli adolescenti in una scuola tutta maschile, sulla ‘rappresaglia’ simbolica dei maschi sull’universo femminile o sull’inversione del decoro borghese in un gusto nichilista per la devianza e l’atto gratuito. Sicché, si potrebbe dire, il punto cieco della Scuola cattolica non è l’assenza di risposte, bensì la loro indiscriminata moltiplicazione.