Le 15 istantanee dello sfascio

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Non servono analisi, bastano i fatti. Tra qualche decennio staranno forse sui libri di storia, per il momento stentano ad affiorare nelle coscienze, complice la loro quasi completa assenza sui media mainstream. Il Vecchio Continente è oggi relegato ai margini degli interessi prioritari dei potentati del pianeta, ma è al contempo ricollocato al cuore, suo malgrado, dei più decisivi conflitti, a iniziare dalla frontiera ucraina. Un tempo si chiamava ‘Guerra Fredda’, ma la dissoluzione dell’Unione Sovietica, anziché concluderla l’ha aggravata, con la sola variante del parziale indebolimento della controparte a Est e della perdita di coscienza sul conflitto strisciante a Ovest. Prima istantanea, solo restando alle ultime settimane: il Pentagono lancia un piano per dislocare 4500 soldati in assetto di guerra nel 2017 in Europa presso il confine con la Russia, motivandolo con una “strategia militare che passi dalla rassicurazione alla deterrenza”. Seconda istantanea: tale notizia appare e viene battuta in centinaia di media americani, mentre nei paesi europei è quasi assente e lo è del tutto nella stampa di un paese rilevante come l’Italia. Terza istantanea: la Commissione Europea elabora a stretto giro, su impulso dell’Alta Rappresentante alla Politica Estera Mogherini, una ‘proposta’, quella di “aumentare la cooperazione con la Nato”. Quarta istantanea: escono i ‘Panama Papers’ sui conti off-shore, definiti “l’inchiesta del secolo”. Quinta istantanea: questi non vengono pubblicati tutti insieme, come reclamano i blogger indipendenti, ma arrivano a pezzetti: la prima ondata coinvolge primariamente la Russia di Putin, la seconda i vertici della Cina, insomma i principali rivali degli Stati Uniti, di cui, tra milioni di documenti, a quanto pare nessun cittadino risulta coinvolto. Sesta istantanea: Wikileaks, celebrato collettore di documenti riservati allestito dall’australiano Julian Assange, auto-reclusosi da anni in un’ambasciata a Londra per evitare l’estradizione negli Stati Uniti (che lo vorrebbero zittire per sempre), nota che quell’inchiesta, seppur dotata di note firme e popolari consorzi editoriali, è finanziata direttamente dal governo americano, perdendo, a suo dire, l’autorevolezza dell’indipendenza. Settima istantanea: l’Olanda, con un referendum, così come accadde per il ‘Trattato Costituzionale’ europeo, ha bloccato l’Accordo di Associazione con l’Ucraina, lo stesso testo a favore del quale due anni fa si innescò la rivolta di Euromaidan contro il presidente filorusso Yanukovic, costretto alla fuga. Ottava istantanea: l’estrema destra olandese, come la sinistra antagonista, declama un successo basato non sulla base di un’avversione agli ucraini bensì verso le ‘élites di Bruxelles’. Nona istantanea: la stampa britannica da tempo accusa le destre europee di ricevere finanziamenti da banche vicine a Putin, con parziali ammissioni lepeniste. Decima istantanea: parallelamente gli Stati Uniti (oltre a fornire armi pesanti e leggere) da anni tramite l’Usaid (l’Agenzia Americana per lo Sviluppo) e l’Open Society del ‘filantropo’ George Soros, finanziano attività politiche e di informazione in tutte le regioni ucraine. Undicesima istantanea: a chi visita tali associazioni capita di trovarsi esibiti i kalashnikov con cui si combattono i russi. Dodicesima istantanea: se dopo un po’ capiscono che l’interlocutore non è un emissario della Nato o altro erogatore di denari legati alla ‘deterrenza’ verso Mosca, cominciano a raccontare tutta un’altra storia: in primis quella che della guerra coi russi non ne vorrebbero più sentir parlare. Tredicesima istantanea, a ritroso: lo sgretolamento della cortina di ferro, con il crollo del nemico sovietico, anziché alimentare il quesito sulla necessità dell’Alleanza Atlantica e del suo ruolo in Europa, l’ha spazzato via dai dibattiti europarlamentari, con l’eccezione di qualche sporadico mugugno presso le ali politiche estreme. Quattordicesima istantanea, ancor più a ritroso: un secolo fa perfino i paesi colonizzati come l’India, pur tramite élites fondate e appoggiate dai coloni, si ponevano pubblicamente qualche quesito sul senso di prestarsi a conflitti a loro alieni, remoti e a volte incomprensibili. Quindicesima istantanea: al dunque, dinanzi a qualsiasi richiesta di appoggio militare, lo diedero, a volte col silenzio-assenso, altre rivendicandolo con entusiasmo, deplorando come oggi i non allineati e mandando a morire i poveri.